Ambientata in una immaginaria valle delle Alpi occidentali durante i venti mesi della Resistenza, “Fuochi d’artificio” è una storia di adolescenti, di innamoramenti e di amicizia, e soprattutto di grandi valori quali possono essere quelli che hanno animato la lotta contro il nazifascismo. L’ha scritta Andrea Bouchard e l’ha pubblicata Salani Editore nel 2015.
La regista Susanna Nicchiarelli ne ha fatto una serie televisiva in tre episodi che RAI 1 manderà in onda a ridosso dell’ottantesimo anniversario della Liberazione.
Questa la scheda completa della realizzazione a cura della Film Commission Torino Piemonte.
La valle immaginata da Andrea Bouchard, si può identificare per più d’un motivo con la Val Pellice, in cui peraltro lui stesso ha profonde radici familiari e culturali. Toponimi, situazioni e nomi di personaggi si ispirano ripetutamente alla realtà locale, quando non vi attingono senza finzione; gli avvenimenti si svolgono in un sottofondo storico che è quello delle formazioni Giustizia e Libertà della Val Pellice; Marta, la ragazzina protagonista della storia, ha un papà che non può non richiamare alla memoria Willy Jervis, di cui peraltro Andrea Bouchard è un nipote per linea materna; e sappiamo che la stesura del libro è stata preceduta da lunghe chiacchierate di Andrea Bouchard con il nostro Giulio Giordano, uno degli ultimi testimoni diretti della Resistenza in valle.
Ed infine, il personaggio di Marta è interpretato da Anna: una ragazzina metà di Pinerolo metà di Torre Pellice, che un pomeriggio di due anni fa andò alla festa di compleanno di una compagna di classe senza sapere che tra i genitori e gli adulti presenti, si nascondeva una implacabile cacciatrice di teste al servizio di una società di produzione cinematografica…
In onda su RAI1 il 15, 22 e 25 aprile in prima serata.