di Lorenzo Tibaldo*

Sotto l’Amministrazione di Trump è partito un altro attacco all’istruzione pubblica. Il dipartimento dell’istruzione pubblica è colpito da 1300 licenziamenti, mentre altri 600 hanno accettato un’indennità in cambio delle dimissioni volontarie. I dipendenti in totale erano 4.100, sono ridotti alla metà.

La scuola pubblica per i repubblicani è il covo del pensiero liberale, quel pensiero critico e libero che ogni democrazia per vivere deve avere. L’isteria contro la libertà e tutto ciò che è plurale e diverso, sta raggiungendo limiti pericolosi. Il Pentagono ha cancellato dal database la foto del bombardiere storico (per aver sganciato il 6 agosto su Hiroshima la prima bomba atomica) per il suo nome: “Enola Gay”, Gay non era un omaggio alla cultura arcobaleno, ma il nome della madre del pilota. Non basta. La parola Gay è stata eliminata su 26 mila foto legate a soldati ed eroi di guerra il cui cognome faceva Gay (Massimo Basile, La crociata contro la diversità abbatte anche Enola Gay, “la Repubblica” 09 marzo 2025).

Inoltre la censura in molti stati americani fa da padrona. L’organizzazione Pen America ha contato solo nell’anno scolastico 2023-2024 10.046 titoli vietati nelle scuole. Ecco alcuni esempi: L’occhio più azzurro di Toni Morrison, Il buio oltre la siepe di Harper Lee, Il racconto dell’ancella di Margaret Atwood. Si potrebbe continuare. La maggior parte dei libri accusati hanno in comune di occuparsi di razzismo, di questioni di genere, di storia.

Come avviene la censura? In un distretto sono i genitori a indicare i libri non graditi. A livello statale è il governatore a decidere quali libri escludere dalla lettura. A livello federale, è la stessa amministrazione governativa. In quest’ultimo caso si può citare l’esempio della messa al bando del romanzo scritto dall’attrice Julianne Moore, Freckleface Stramberry (Giovanni De Mauro, Censura, “Internazionale”, n. 32/2025).

Nel novembre 2000 la Regione Lazio aveva presentato la proposta, primo firmatario Fabio Rampelli, di istituire una commissione di esperti per valutare i libri scolastici, in particolare quelli che trattano di storia, in quanto si accusa l’editoria scolastica di faziosità. Queste sono le parole: “… e molti dei testi adottati nelle scuole superiori, in particolare quelli che trattano di storia, raccontano trascorsi della nostra nazione mistificandone intere pagine e omettendo di scriverne altre, dando l’impressione di voler far prevalere una sorta di ‘verità di Stato’, troppo spesso incompatibile con la realtà. Considerato che la faziosità riscontrata in alcuni storiografi, oltre ad essere culturalmente pericolosa, alimenta in modo artificiale uno scontro generazionale che dura ormai da troppi anni e impedisce la ricostruzione di un’identità nazionale comune a tutti i cittadini italiani e l’affermarsi di un sentimento di autentica pacificazione nazionale” (https://www.sissco.it/mozione-9-novembre-2000-1430/).

Oggi la Destra al potere non ha più bisogno (per adesso) di proporre commissioni simili, perché attraverso i media e i suoi rappresentati istituzionali ha iniziato a riscrivere la storia, con l’emissione di francobolli a ricordi di esponenti fascisti, con la manipolazione dei fatti storici (dalle foibe all’attentato di via Rasella), con la contiguità/ambiguità ad una cultura che affonda le sue radici nel Ventennio.

Questa limitazione e soppressione della libertà di pensiero, questa insofferenza per le regole della democrazia, è una caratteristica che si sta affermando non solo in dittature esplicite come quella di Putin o quella cinese, nelle autocrazie di Orban ed Erdogan, ma anche con il pericoloso declino della cultura liberale americana dell’era trumpiana e su questa strada si avvia la politica del governo israeliano di Netanyahu.

E in Italia la strada seguita è la medesima.

 

* Lorenzo Tibaldo è Presidente del Comitato Val Pellice per la difesa dei valori della Resistenza e della Costituzione.