Nato il 9 giugno 1925 a Castelnuovo Don Bosco, caduto a Luserna San Giovanni il 21 marzo 1944

Dove si trova la lapide

Comune:

Luserna San Giovanni

Località:

Pontevecchio

Note: Da Luserna San Giovanni direzione Rorà per la SP 162, 2 km circa dopo l’abitato di Luserna alta, al bivio per Mugniva.

Cenni storici

"Balun", questo il suo nome da partigiano, cadde nelle fasi iniziali della battaglia di Pontevecchio, schierato nel distaccamento di Augusto Ferrero, "Ulisse", all'altezza del ponte.

Così riassume la battaglia Marco Fraschia nel n. 22 della Beidana, novembre 1995:

«21 marzo 1944, ore 6,30 circa: una colonna di uomini e mezzi blindati nazifascisti risale lungo la val Luserna verso Rorà. Con­temporaneamente altre colonne risalgono la val Pellice verso Bobbio. È solo una parte di un massiccio spiegamento di forze in atto nelle vallate piemontesi per cercare di debellare defini­tivamente i ribelli partigiani nascosti sui monti. I partigiani garibaldini della 105ª brigata d'assalto "Carlo Pisacane" in val Luserna sono stati informati dei preparativi per un massiccio rastrellamento e hanno minato la strada vicino a Pontevec­chio, piazzando due linee di difesa nella zona sovrastante il ponte. Uno di questi, verso la Bordella, è guidato da Augusto Ferrero, un ragioniere di Torino che dopo 1'8 settembre si è unito ai partigiani prendendo il nome di battaglia "Ulisse". Due mezzi blindati hanno già superato la zona minata quando il partigiano Tascapane riesce a far saltare la strada, ma nello scoppio viene ferito; dei due mezzi, uno viene reso inservibile, l'altro è fatto saltare e precipita nel torrente Luserna; l’equi­paggio, otto uomini, è fatto prigioniero. Mentre infuria ormai la battaglia tra nazifascisti e partigiani, un gruppo di militi, salendo lungo la condotta del bacino idroelettrico della filatura Turati, attacca alle spalle il distacca­mento capitanato da Ulisse. Cinque partigiani cadono sotto il fuoco nemico; Ulisse, ferito, viene raggiunto dai fascisti e scara­ventato dalla roccia che precipita sul torrente Luserna. Il corpo, cadendo, rimane impigliato tra i rami degli alberi e vi resterà per più giorni. Lo scontro a fuoco a Pontevecchio ha solo rallentato la massiccia avanzata delle forze nazifasciste che stanno salendo anche verso Montoso e Pianprà. Dopo altri combattimenti sulle alture di Rorà, ai partigiani non resta che ritirarsi verso il Frioland e la valle Infernotto, per evitare di esse­re accerchiati. Nel corso della ritirata 40 partigiani vengono fatti prigionieri e dopo essere stati torturati nella caserma de­gli Airali, a Luserna S. Giovanni, verranno [deportati o] fucilati [a Pian del Lot, vicino a Torino, ed] a Caluso. [Di questi] uno, Oscar, si salverà dall'esecuzione, perché essendo stato sola­mente ferito verrà curato dai civili accorsi sul luogo.»

Nella battaglia, oltre a "Balun", persero la vita: Abate Daga Chiaffredo, "Ciclone", Becchio Francesco "Zambo", Bensi Carlo "Pampa", Comba Stefano "Bertone", Costabel Teodoro "Marius", Ferrero Augusto "Ulisse", Soncin Ernesto "Cavia" e un partigiano ignoto che ha trovato sepoltura nel cimitero di Luserna San Giovanni.